“La Signora in Giallo”: Gli articoli di copertina di TVGuide – Febbraio 1986

 

Dopo qualche settimana dalla pubblicazione del primo articolo dedicato a Murder, She Wrote apparso sulla rivista TVGuide nel marzo del 1985 proseguiamo con la lettura del secondo omaggio che la rivista ha voluto dedicare alla ‘Signora in giallo’ e che è apparso nel numero del 15 febbraio 1986 con relativa copertina a tema.

La serie dei cinque articoli sono ancora disponibili grazie alla passione e al lavoro dell’autrice del sito web  “Definitive Guide to Murder, She Wrote”  che nel tempo ha digitalizzato e pubblicato gli articoli originali della rivista. Recentemente il blog “Murder She Watched” oltre a presentare le pagine scansionate, ha anche ridigitato il contenuto che la sottoscritta ha poi tradotto in italiano. Si vuole qui precisare che non esiste il copyright sull’articolo e si spera che gli autori possano perdonare la condivisione con i fan su questo sito web.

Nell’articolo si fa riferimento a diversi episodi specifici che man mano vengono presentati nell’articolo. Questo secondo appuntamento infatti è una sorta di panoramica su diverse situazioni accadute durante le riprese di diversi episodi tra la prima e la seconda stagione. Aneddoti e curiosità che sicuramente saranno apprezzati anche dai fan italiani della ‘Signora in giallo’.

Buona lettura e a presto con le puntate successive

Attenzione: l’articolo contiene spoilers

‘Devo essere intransigente’

Angela Lansbury -che può sembrare piuttosto fragile- ha tenuto la linea dura in Murder, She Wrote per proteggere la sua salute e i suoi standard professionali

di Bill Davidson

Una scena da “Il fantasma degli scavi”

Ecco un piccolo retroscena occorso nella location di Chatsworth, California, durante le riprese di questa settimana di Murder, She Wrote. La star della fortunata serie della CBS, Angela Lansbury, sta dando il massimo nel suo solito modo da signora ma con enfasi britannica. Sta girando una scena in una tenda in uno scavo archeologico e si è ritrovata una battuta che ritiene incoerente con il suo personaggio, Jessica Fletcher, una scrittrice di gialli che viene coinvolta nella risoluzione di omicidi nella vita reale. Durante l’azione la Lansbury dice al regista Philip Leacock: “Questo è ridicolo. Jessica saprebbe tutto su questo veleno e non dovrebbe chiedere al dottore.”

Leacock chiama il produttore esecutivo Peter Fischer. La battuta viene cambiata così come richiesto dalla Lansbury. Mi dice Fischer più tardi: “Angela è tosta, ma di solito ha ragione. Inoltre, quando hai una stella in una serie con un seguito così alto è come avere un gorilla di 800 libbre. Può fare tutto ciò che vuole.”

Murder, She Wrote è stato costantemente ai vertici delle classifica di ascolti Nielsens (fino al numero 2 a volte) e Fischer – tralasciando subito come poco compatibile la sua analogia con i gorilla – giustifica il successo del secondo anno consecutivo del suo show grazie alla presenza di una stella di prima grandezza di grandi e comprovate abilità sceniche e cinematografiche, ma che ha recentemente compiuto 60 anni. “È una questione di giovinezza contro maturità”, dice, “e in generale la maturità sembra avere la meglio. Ultimamente c’è stato un grande cambiamento nelle abitudini di visione della TV. I programmi per teenager stanno perdendo i favori del pubblico perché gli adolescenti e i preadolescenti guardano MTV o film orientati ai giovani in cassetta, e molti di loro hanno abbandonato il pubblico monitorato dalla Nielsen”.

Jayne Meadows in “Omicidio per appuntamento”

Due settimane dopo, lo show è ambientato presso l’elegante Ambassador Hotel di Los Angeles, e il fattore gioventù contro maturità è sempre ben impresso. Una delle guest star è Jayne Meadows Allen, che ha più o meno la stessa età della Lansbury e che sta facendo un ottimo lavoro interpretando l’esuberante imprenditrice vestita di viola-e-lilla e proprietaria di un’azienda di cosmetici.

La Meadows Allen, che era all’MGM negli anni ’40 insieme alla Lansbury, ha una voce molto acuta e elargisce le sue opinioni a tutti coloro che la ascoltano:Il successo di Angela con questo show ha aperto le porte al reimpiego di, diciamo, “attrici stagionate” della mia età. Non ho mai ricevuto così tante offerte da così tanti programmi televisivi. E lasciate che vi dica questo: senza Murder, She Wrote l’anno scorso, non ci sarebbero state “Golden Girls” quest’anno. Angela ha dimostrato ai dirigenti della rete che molte di noi persone più mature possono contribuire a realizzare spettacoli di successo e veniamo nuovamente considerate per la prima volta in tanti anni. Forse si sono stufati di tutti quei ragazzini di vent’anni che non sanno come comportarsi.”

Angela Lansbury e Priscilla Barnes

Senza esagerare, c’è una certa validità in ciò che dice la Meadows Allen. Poche settimane prima c’è stato un chiaro esempio di questa diatriba ‘giovinezza contro maturità’. Una delle guest star di Murder, She Wrote quella settimana era Priscilla Barnes, che non molto tempo prima era una star della sit-com di grande successo “Tre cuori in affitto”. Una delle chiavi della popolarità di Murder, She Wrote è quella di coinvolgere il pubblico nella ricerca dell’assassino che si nasconde tra le guest star. La Barnes, il colpevole della puntata, non è riuscita a nascondere il senso di colpa sul suo viso nella primissima scena che ha interpretato con la Lansbury, e così ha quasi svelato l’intera trama.

Mio Dio“, ha detto la Lansbury al regista Peter Crane, “dobbiamo fare qualcosa. Lavoriamoci su.” Ha parlato con la Barnes, nel suo solito modo gentile. Il regista Crane invece ha interagito con la Barnes un po ‘meno gentilmente. Ma il senso di colpa era ancora lì. Alla fine dovette essere mascherato con sapienti operazioni di taglio e cucito in sala di montaggio.

Robert Culp, a sinistra, in “Omicidio per appuntamento”

Ma con artisti collaudati come Jayne Meadows Allen e Robert Culp, non ci sono stati problemi di questo tipo nell’episodio girato all’Ambassador Hotel. In effetti Culp è così abile nell’esprimere la sua innocenza da ingannare anche quei membri della troupe che non avevano letto la sceneggiatura e che non sapevano che era lui il colpevole della settimana. Ad esempio, un indizio chiave è un rossetto consegnatogli dalla Meadows Allen. Se lo infila in tasca con tanta nonchalance da passare inosservato a tutti tranne che ai più accaniti fan del mistero.

Culp è schietto sulla controversia tra gioventù e maturità. Dice: “Questo show di Angela è l’unica serie drammatica con protagonista una persona senza fronzoli e assolutamente professionale. È un piacere lavorare con lei. È un esempio molto raro in televisione oggi. Ai network piace fare cast a gruppi di quattro o più star ma si annullano a vicenda in termini di contratti migliori. Di conseguenza, c’è stata una propensione verso le novità, ad assumere persone immature che non hanno ancora avuto il tempo di imparare a recitare“.

Tuttavia la conversazione sul set non è così pesante. In gran parte riguarda l’emergere quasi miracoloso di Murder, She Wrote quest’anno come uno show di successo che supera regolarmente i considerevoli ascolti di campioni come Dallas e Dynasty, e che ha attirato un pubblico più vasto delle World Series quando si sono affrontati testa a testa in certi fusi orari.

Aggiuge la Lansbury mentre liscia la giacca di un elegante completo stile Chanel (un salto di qualità visto che solo un anno prima il guardaroba di Jessica si poteva definire al limite del trasandato), “La chiave è che abbiamo location interessanti e personaggi che attirano il pubblico che si immedesima nei panni di Jessica nell’individuare il colpevole. Siamo totalmente diversi da altre serie in quanto non abbiamo inseguimenti in auto e non porto una pistola. È più un esercizio cerebrale. Quando stavamo girando in Oregon, abbiamo scoperto che c’erano molti bar in cui i proprietari organizzavano scommesse tra i clienti, il cui premio in denaro andava alla persona che aveva indovinato l’identità dell’assassino prima che chiudessero la scommessa alla fine della prima parte. Questo tipo di interesse del pubblico, immagino, è ciò che incrementa gli ascolti. “

Il produttore esecutivo Peter Fischer incalza: “Angela è troppo modesta. La gente si sintonizza per guardarla, anche se ammetto immodestamente che le sceneggiature siano buone. Angela ha lo stesso potere di attrazione di Lucille Ball e Mary Tyler Moore. Il suo carattere non è troppo distante da quello di Jessica, il personaggio che interpreta nello show, e le persone si sintonizzano perché a loro piacciono sia Jessica che Angela”.

E’ strano pensare ora a tutto questo successo rispetto a poco più di un anno fa, quando la CBS aveva in mente semplicemente uno show della domenica sera che sarebbe servito ad intrattenere un po’  il pubblico più maturo, per lo più over 35, che prima guardava 60 Minutes. È stata una scommessa enorme, considerando che la Lansbury, nonostante i suoi successi cinematografici e teatrali, affrontava per la prima volta la serialità in televisione all’età di 58 anni. Il co-creatore Richard Levinson dice: “Tutti quelli che conoscevo in televisione dicevano che non saremmo durati più di qualche settimana. Il meglio a cui potevo ambire era un successo marginale“.

Murder, She Wrote ha stupito tutti, compreso Levinson, posizionandosi subito nella Top 20 della Nielsens, di solito intorno al numero 14. Tuttavia è stato un momento difficile per Lansbury. Non abituata alle richieste tiranniche della serialità televisiva, lavorava 16 o 17 ore al giorno (a differenza di molti protagonisti di altri polizieschi, è una donna sola senza aiuti) e doveva apparire in quasi tutte le scene di ogni episodio. L’ho vista all’inizio della prima stagione e stava crollando per la stanchezza. Inoltre doveva lottare contro l’identità del suo personaggio, che percepiva come sovrappeso e trasandato. La magnifica Angela Lansbury di “Mame” era percepibile solo in una scena particolare in cui si esigeva fosse più affascinante.

Jessica al telefono in “Delitto a Dixieland”

Ma anche in quei frangenti Angela custodiva gelosamente la sua idea di Jessica Fletcher, un’ex insegnante vedova di Cabot Cove, nel Maine, che scrive romanzi gialli. Ho assistito personalmente ad uno scontro tra la Lansbury e un regista su una scena in cui si chiedeva a Jessica di farsi distrarre da un’intervista televisiva dimenticandosi completamente di essere attesa in una biblioteca di New Orleans. “Jessica non sarebbe mai stata così scortese da non presentarsi in biblioteca, dove 50 persone l’aspettavano“, ha insistito la Lansbury, “senza almeno telefonare per scusarsi”. Era inflessibile. Nello script infatti è stato poi inserito un riferimento alla telefonata.

Oggi, più di un anno dopo, molto ma non tutto è cambiato. Lo show è stato molto vicino alla cima delle classifiche di gradimento per tutta la stagione. La Universal Television, che produce la serie, ha ceduto sul ferreo ritmo lavorativo imposto alla Lansbury e ha esteso il calendario di riprese di ogni episodio da sette a otto giorni. La Lansbury ha negoziato un accordo in base al quale ora lavora un massimo di 12 ore al giorno invece delle precedenti 16 o 17. E su questo, nel suo aplomb molto british, è intransigente. Sul set mi dice: “Se inizio a lavorare alle 6 di mattina, smetto alle 6 di sera. Me ne vado. Se faccio un’eccezione per una scena, diranno: “L’hai fatto la scorsa settimana, quindi perché non puoi restare qui adesso?”.

La Lansbury è anche intransigente nel proteggere l’integrità del suo personaggio, Jessica. Ha perso peso e ora indossa abiti più sofisticati, perché, dice, “Jessica stessa diventerebbe naturalmente più sofisticata riguardo al suo aspetto mentre viaggia per il mondo promuovendo i suoi libri”.

Ma la sua influenza si fa sentire ovunque nello show. C’erano 13 registi nella prima stagione della serie. Ora, grazie a una decisione presa dietro suggerimento della stessa Lansbury, ce ne sono solo cinque. Dirigono diversi episodi ciascuno. Dice: “Preferisco registi con esperienza teatrale che sanno qualcosa di attori e recitazione e che non ti fanno sentire come un mobile da spostare”. Viene coinvolta nella scelta del guardaroba e nel casting (“Voglio solo che mi diano dei bravi attori con cui lavorare, non importa quale sia la loro età”) e anche degli oggetti di scena (all’assistente regista Alice West: “Quei fiori sul tavolo non sono adatti allo stile di vita della famiglia in questa scena. Dovrebbero essere cambiati in crisantemi ”).

Angela Lansbury è Jessica e la cugina Emma

Recentemente ha recitato in un episodio in cui ha interpretato un doppio ruolo: Jessica Fletcher e sua cugina Emma, ​​una cantante britannica di music hall. La sceneggiatura prevedeva di cantare una canzone nei panni di Emma, ​​quindi ha sentito per telefono il noto compositore di Broadway Stephen Sondheim e gli ha chiesto suggerimenti. “Fai ‘Goodbye, Little Yellow Bird’ che hai cantato in ‘Il ritratto di Dorian Gray“, ha detto Sondheim. Così ha scelto “Yellow Bird” da un film che ha fatto 41 anni fa, anche se Fischer aveva già richiesto dozzine di canzoncine da music-hall.

Lo sceriffo infreddolito Martin Milner in “Lo spettro della follia”

Un’altra volta telefonò al produttore Robert F. O’Neill a casa alle 21:00. per riferire quella che considerava una catastrofe durante le riprese di quella giornata. Dopo essere stato bagnato dalla pioggia, Martin Milner, che interpretava uno sceriffo, si trovava seduto avvolto da una coperta davanti a un caminetto mentre i suoi vestiti si stavano asciugando. La Lansbury aveva interpretato la scena con lui in camicia da notte e vestaglia. “Oltraggioso“, inveì. “Sarebbe contro il carattere di Jessica essere vestita in quel modo con un uomo nella stanza.

Ma c’è anche un dottore nella stanza”, precisò O’Neill.

Non importa“, rispose la Lansbury, “dovrà essere cambiato”.  E O’Neill fece modificare la scena.

Angela e Loyd Nolan in “Il vendicatore”

Eppure“, dice uno dei produttori dello show, “non è una “Iron Butterfly”, come alcune attrici difficili con cui ho lavorato. Angela è incredibilmente tenera. Non dimenticherò mai quando abbiamo avuto Lloyd Nolan come guest star. Lloyd aveva 82 anni e, anche se a quel tempo non lo sapevamo, era piuttosto malato. In effetti è stata l’ultima parte che ha recitato prima di morire. Durante le riprese la sua memoria non funzionava a dovere e semplicemente non riusciva a ricordare le sue battute. Altre attrici se ne sarebbero andate dicendo: “Chiamami quando è pronto”. Ma non Angela. Ha lavorato con Lloyd con la pazienza di una santa. Lo ha seguito, ha sussurrato suggerimenti, ad un certo punto lo ha persino preso per mano e ha detto: “Non arrabbiarti, Lloyd. Sbaglio anche io le battute. “Non so come ma lei lo ha fatto eseguire tutte le sue parti ed è andato tutto bene. Ricorderò quel piccolo episodio finché vivrò. “