Quinto: non ammazzare. Amish, trapunte e delitti per Jessica

Nell’episodio 20 della settima stagione, ‘Quinto, non ammazzare’, Jessica si ritrova in viaggio, accompagnata da Reuben Stoltz, un impiegato della sua casa editrice, verso una comunità Amish nei dintorni di Philadelphia perchè vuole acquistare un regalo di anniversario per il nipote (si suppone Grady) e sua moglie.

Jessica e Reuben

Appena prima di arrivare a destinazione, i due sono vittima di un incidente stradale causato da un calesse condotto da un Amish e i due si vedono costretti a soggiornare nella comunità in attesa di aiuto.

Jessica chiede aiuto agli Amish

In seguito si scopre che anche Reuben in passato era cresciuto nella stessa comunità e che è stato allontanato in seguito ad una lite con Jacob, uno dei membri più in vista ed autorevoli del villaggio.

 

 

 

E ovviamente è solo l’inizio di una serie di eventi che culmineranno nell’omicidio proprio di Jacob, creando scandalo in una comunità che della parola di Dio ha fatto la propria ragione di vita.

Jessica a casa di Jacob

Segreti e misteri si susseguono fino alla rivelazione finale in cui certezze e convinzioni profonde si sgretolano sotto il peso della verità. Verità che Jessica ricostruisce dai silenzi e le reticenze di una comunità chiusa in se stessa e legata alle proprie tradizioni.

Jessica indaga

Di questo episodio è interessante estrapolare proprio una delle attività a cui le donne Amish si dedicano con grande maestria ed abilità. Ovvero la creazione di trapunte e pannelli con la tecnica patchwork.

Il motivo per cui Jessica si reca nel villaggio Amish è infatti proprio quello di acquistare una trapunta patchwork da regalare al nipote e durante la scena ambientata nel negozio si vedono proprio bellissime creazioni dai colori sgargianti e dalle fantasie più disparate.

Jessica fa acquisti nel negozio Amish

Così come ha fatto Jessica in questa puntata, ancora oggi tante persone da tutto il mondo si recano a Lancaster, in Pennsylvania, per acquistare trapunte confezionate dalle donne Amish. Queste splendide trapunte, che racchiudono in sè radici in diverse culture antiche, ora come ora vengono considerate la quintessenza dell’artigianato locale nord-americano.

E tutti i visitatori rimangono a bocca aperta nell’osservare la gran varietà di colori e di forme, così come la complessità dei disegni riportati sulla trapunta.

  

Non così nota è la particolare maniera in cui queste trapunte vengono realizzate. In un’era in cui praticamente ogni prodotto tessile viene prodotto in qualche area dell’estremo oriente, queste trapunte sono ancora oggi confezionate, una alla volta, utilizzando una tecnologia in voga 150 anni fa. E a causa del lavoro così complesso ciascuna artigiana riesce a produrre un paio di trapunte all’anno.

Infatti queste trapunte sono tutte fatte a mano. La parte inferiore e quella superiore della coperta sono tenute assieme in un telaio e l’addetta utilizza ago e filo per assemblare ogni singolo pezzo di stoffa sulla trapunta. Ciascuna trapunta può contenere dai 40 ai 50 mila punti di cucitura e questi devono essere piccoli, uniformi e costanti. E per assicurare l’uniformità ogni trapunta è confezionata da una sola persona.

Per maggiori informazioni su questi capolavori dell’arte tessile è interessante consultare il sito ,da cui provengono le foto in questa pagina, in cui viene illustrato il lavoro delle donne Amish e in cui è possibile anche acquistare uno di questi capolavori.